Studio Legale Giovanni Greco
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 Riferimento: Amministrativo
Data di pubblicazione: 12/11/2012
TAR Puglia- Lecce, Sez. I, 08/11/2012 n. 1830 – Commercio: concorrenza ed altri valori garantiti
L’art.31 del D.L. 201/2011 convertito nella L. 22 dicembre 2011, n. 214 dopo aver al 1° comma soppresso ogni distinzione in materia di esercizi commerciali per i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d'arte, al secondo comma ha stabilito quanto segue:”2. Secondo la disciplina dell'Unione Europea e nazionale in materia di concorrenza, libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi, costituisce principio generale dell'ordinamento nazionale la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell'ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano, e dei beni culturali. Le Regioni e gli enti locali adeguano i propri ordinamenti alle prescrizioni del presente comma entro il 30 settembre 2012”.
Tale norma, ben oltre l'esigenza liberalizzatrice del commercio, fonda la sua ratio nella tutela della concorrenza la quale postula l'apertura al mercato, l'eliminazione di barriere e vincoli al libero esplicarsi dell'attività economica e ciò anche allo scopo di assicurare ai consumatori finali un livello omogeneo di condizioni di accessibilità all'acquisto di prodotti e servizi sul territorio nazionale.
Del resto il principio di concorrenza richiamato nell'art. 117 Cost. comma 2 lett.e) è stato dalla Corte Costituzionale stigmatizzato ricomprendendovi: a) le misure legislative di tutela in senso proprio, aventi ad oggetto gli atti e le condotte delle imprese che incidono negativamente sull'assetto concorrenziale dei mercati e disciplinanti le modalità di controllo e, eventualmente, di sanzione; b) le disposizioni legislative di promozione, miranti ad aprire un mercato o a consolidarne l'apertura, eliminando barriere all'entrata, ossia riducendo o eliminando vincoli al libero esplicarsi della capacità imprenditoriale e della competizione fra imprese, intesa quale concorrenza "nel mercato"); c) le disposizioni legislative volte a introdurre procedure concorsuali di garanzia mediante una strutturazione delle stesse procedure tale da assicurare la più ampia apertura del mercato a tutti gli operatori economici, intesa quale concorrenza "per il mercato" (Corte Cost., 12.2.10, n. 45).
Tuttavia il principio suindicato non attribuisce ai commercianti un assoluto libero arbitrio di determinarsi, in quanto lo stesso deve essere coordinato con gli ulteriori principi, anch’essi di rango costituzionale e primario, riguardanti oltre alla tutela della salute pubblica anche gli ulteriori valori difesi dall’art. 3 Cost., dall’ art. 97, primo comma, Cost. con riguardo al buon andamento dell'attività amministrativa, dall’art.114 Cost. in ordine alla tutela del territorio e dell'organizzazione delle stesse amministrazioni locali cui è affidato il potere di verifica e di controllo.
A queste ultime, difatti, è attribuito il potere di verificare che non si verifichino sbilanciamenti a favore di alcune, piuttosto che ad altre, categorie di valori primari, mediante un’azione tesa a effettuare un’opera di contemperamento dei vari diritti e interessi in gioco componendo i relativi conflitti.
Tuttavia ciò deve avvenire mediante l’estrinsecazione dell’istruttoria eseguita e delle ragioni che hanno portato al bilanciamento operato.
 
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