Studio Legale Giovanni Greco
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 Riferimento: Amministrativo
Data di pubblicazione: 13/11/2012
TAR Puglia- Lecce, Sez. I, 25/10/2012 n. 1802 –- Concessioni demaniali - Piano comunale delle coste
Con Delibera G.R. n. 2273/11 è stato definitivamente approvato il Piano Regionale delle Coste (PRC). Per effetto di detta approvazione, trova applicazione il disposto di cui all’art. 17 co. 2 L.R. n. 17/06, a termini del quale: “fino all'approvazione dei PCC i Comuni applicano, nell'attività concessoria, esclusivamente le disposizioni rivenienti dal PRC”. In particolare, dispone l’art. 8.1. della NTA allegate al PRC che: “le aree concedibili ai fini turistico-ricreativi quali gli stabilimenti balneari e le spiagge libere con servizi sono individuate nell’ambito degli elaborati del PCC. Il PCC avuto riguardo agli utilizzi già esistenti, indica la distribuzione e la consistenza dei singoli lotti concedibili”.
Emerge da tale reticolo normativo, e in particolare dalla cennata previsione di cui all’art. 8.1. NTA allegate al PRC, che la mancata adozione del PCC non implica affatto la possibilità di disporre sic et simpliciter il rilascio di nuove concessioni, ovvero di variare quelle esistenti, dovendo tale attività necessariamente passare attraverso una pianificazione consapevole del territorio, di cui il PCC deve necessariamente farsi carico. Invero, questo TAR ha già chiarito, quanto al rapporto esistente tra il PRC e il PCC, che: “l’assetto normativo generale non può, di conseguenza, prescindere dall’intervento del Piano comunale, nel quale (sono) contenut (e) … le scelte relative alla determinazione della quantità (ed eventualmente anche dell’ubicazione) di aree demaniali da assegnare in concessione e della quantità (ed eventualmente anche dell’ubicazione) delle aree da destinare all’uso pubblico ed alla libera balneazione.
 
La necessità di salvaguardare la programmazione comunale … non può tuttavia comportare una dilatazione dei tempi tale da pregiudicare gli interessi privati, che sono anch’essi degni di tutela.
 
Il punto di equilibrio del sistema normativo viene, quindi, ad essere costituito dalla possibilità del privato – che abbia dimostrato di rivestire una posizione differenziata rispetto alla generalità, ad esempio richiedendo la concessione di un’area del demanio marittimo – di sollecitare, attraverso la contestazione del silenzio dell’Amministrazione, la formazione del Piano comunale e di ottenere la sostituzione di un commissario ad acta all’Amministrazione rimasta inerte” (TAR Lecce, I, 14.7.2012, n. 1281).
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